Siete produttori e desiderate valorizzare le vostre pratiche ambientali presso i vostri clienti, accedere a nuovi sbocchi di mercato o beneficiare degli ecocrediti della PAC?
La Certificazione Alta Valenza Ambientale (HVE) è probabilmente l'approccio più adatto alla tua situazione. Tuttavia, bisogna sapere da dove cominciare. Abbiamo dettagliato i passaggi da seguire, dalla preparazione della tua attività fino all'ottenimento e al rinnovo di questo prezioso certificato.
Ricorda: cosa certifica l'HVE
La certificazione HVE attesta che un'azienda agricola raggiunge un alto livello di performance ambientale su quattro temi: la conservazione della biodiversità, la riduzione dell'uso di prodotti fitosanitari, la gestione ragionata della fertilizzazione e l'ottimizzazione della risorsa idrica.
Riguarda l'intera azienda agricola, le colture, l'allevamento, l'ambiente dei terreni e non un prodotto in particolare. Solo il livello 3 La certificazione dà diritto alla denominazione «Alta Valenza Ambientale» e all'utilizzo del logo HVE. Per comprendere appieno la differenza tra i livelli 1, 2 e 3, consulta il nostro articolo dedicato: I 3 livelli della certificazione HVE.
Fase 1 – Valutare la situazione della tua azienda agricola

Prima di intraprendere il processo di certificazione, è fondamentale realizzare un verbale di consegna delle tue pratiche attuali rispetto ai requisiti del riferimento HVE. Questa fase preparatoria, spesso sottovalutata, condiziona il successo dell'audit.
Il punto di partenza consiste nel valutare la tua azienda sui quattro temi del quadro di riferimento: biodiversità, strategia fitosanitaria, fertilizzazione e gestione dell'acqua.
Le Camere dell'agricoltura propongono griglie di autodiagnosi adatte alle diverse filiere. Alcuni strumenti di supporto decisionale (OAD) digitali permettono inoltre di valutare i vostri indicatori in continuo e di seguirne i progressi.
Fase 2 – Scegliere tra un approccio individuale o collettivo
La certificazione HVE può essere ottenuta secondo due modalità, ciascuna con i propri vantaggi.
La via individuale
L'operatore prepara il suo dossier e contatta direttamente un organismo di certificazione accreditato. Si assume l'intera procedura e i costi associati. Questa strada è adatta per le aziende agricole che hanno già un buon controllo delle loro pratiche e una rigorosa documentazione di monitoraggio.
La via collettiva
Un organismo esterno, cooperativa, gruppo di produttori, camera di agricoltura, associazione di filiera coordina l'approccio per un gruppo di aziende agricole. L'organismo assiste i produttori nella preparazione, mutualizza i costi e coinvolge un organismo di certificazione per l'intero gruppo.
In pratica, circa il 70,1% delle aziende agricole certificate HVE passano attraverso un quadro collettivo. Questo approccio è particolarmente interessante per i produttori che si avvicinano per la prima volta a questo percorso, in quanto offre supporto tecnico e condivisione di esperienze tra pari.
Fase 3 – Selezionare un organismo di certificazione
La certificazione deve essere effettuata da un organismo di certificazione (OC) autorizzato dalla Commissione nazionale per la certificazione ambientale (CNCE, essa stessa collegata al Ministero dell'Agricoltura.
Tra gli organismi accreditati più noti, si annoverano AFNOR Certification, Bureau Veritas, Certipaq, Certis o ancora Ocacia. L'elenco completo e aggiornato degli organismi accreditati è disponibile sul sito del Ministero dell'Agricoltura.
Alcuni consigli per scegliere il tuo ente certificatore:
- Confronta le tariffe. Il costo dell'audit varia a seconda dell'organismo, delle dimensioni della tua azienda e della sua complessità. Si consiglia di richiedere divers preventivi.
- Verificate la copertura geografica. Alcuni organismi dispongono di una rete di revisori distribuiti su tutto il territorio, il che facilita la pianificazione e può ridurre le spese di viaggio.
- Informatevi sulle possibilità di audit combinati. Se la vostra azienda è già impegnata in altre procedure di certificazione (agricoltura biologica, GlobalGAP, IFS), alcuni organismi propongono di combinare gli audit per ottimizzare costi e tempi.
Fase 4 – Mettere in atto le azioni necessarie
Tra l'autodiagnosi e l'audit, potrebbe essere necessario implementare dei Azioni correttive per raggiungere le soglie richieste in ogni tematica. Ogni indicatore del riferimento HVE viene valutato e l'azienda agricola deve ottenere almeno 10 punti per tema per convalidare la certificazione.
Sulla biodiversità
Piantare o mantenere siepi, mantenere fasce inerbite, creare zone di rifugio per la fauna ausiliaria. La presenza di infrastrutture agroecologiche (IAE) è un criterio centrale del riferimento. Maggiore è la superficie della vostra azienda agricola dedicata a questi elementi, più alto sarà il vostro punteggio.
Sulla strategia fitosanitaria
Adottare metodi alternativi: lotta biologica, confusione sessuale, rotazioni colturali, osservazione in campo prima di ogni intervento. L'obiettivo è dimostrare una riduzione effettiva della frequenza e dell'intensità dei trattamenti, misurata in particolare dall'indice di frequenza di trattamento (IFT).
Sulla fertilizzazione
Affidatevi a regolari analisi del suolo, stabilite piani di concimazione equilibrati e documentate i vostri apporti. L'obiettivo è dimostrare che i vostri apporti di azoto, fosforo e potassio sono calibrati sulle reali esigenze delle colture, senza eccessi.
Sulla gestione dell'acqua
Se la tua azienda agricola irriga, implementa un monitoraggio preciso dei volumi utilizzati e dei fabbisogni idrici. L'installazione di sonde tensiometriche, l'utilizzo di bollettini irrigui o di OAD specializzati rappresenta un vantaggio per giustificare una gestione ragionata.
Fase 5 – Superare l’audit di certificazione

Quando ritieni che la tua azienda sia pronta, fissa una data di audit con l'organismo di certificazione.
Lo svolgimento dell'audit
L'audit HVE si svolge generalmente su una mezza giornata a una giornata, a seconda delle dimensioni e della complessità dell'operazione. Comprende due pilastri:
Un sopralluogo documentale. L'auditore esamina le tue registrazioni, i piani di fertilizzazione, il registro fitosanitario, i rilevamenti di irrigazione, le fatture dei fattori di produzione e qualsiasi documento giustificativo. Prima della sua visita, ti comunicherà l'elenco dei documenti da preparare.
Un sopralluogo sul terreno. L'ispettore percorre l'azienda per verificare sul posto la coerenza tra i documenti e la realtà: presenza effettiva delle siepi e degli elementi paesaggistici dichiarati, stato delle colture, infrastrutture di irrigazione, stoccaggio dei prodotti fitosanitari.
Il sistema di punteggio
Dall'entrata in vigore del riferimento versione 4 (1° gennaio 2023), la certificazione HVE si basa esclusivamente su Via A, basato su indicatori di prestazione ambientale. La vecchia via B, che consentiva una certificazione basata su indicatori economici (quota di input nel fatturato), è stata eliminata.
Per ognuna delle quattro tematiche, l'azienda riceve un punteggio. La certificazione viene concessa se ogni tematica raggiunge soglia minima di 10 punti.
In caso di non conformità
Se l'audit rivela delle discrepanze, l'ente di certificazione può richiedere azioni correttive prima di rilasciare il certificato. Non si tratta necessariamente di un fallimento definitivo: in alcuni casi, aggiustamenti mirati sono sufficienti per raggiungere le soglie richieste in un audit complementare.
Fase 6 – Ottenere e utilizzare il certificato HVE

Una volta approvato l'audit, l'ente di certificazione vi rilascia un certificato HVE valido 3 anni. Il termine tra l'audit e il ricevimento del certificato è generalmente di qualche settimana.
Il certificato ti autorizza quindi all'uso di due loghi ufficiali:
Il logo « Alto Valore Ambientale », pensato per valorizzare l’azienda stessa sui vostri canali di comunicazione: sito web, stand fieristico, materiale commerciale.
Il logo « Proveniente da un'azienda ad alto valore ambientale », che può essere apposto su prodotti finiti contenente almeno il 95 % di materie prime provenienti da aziende agricole certificate HVE. Questo logo può essere utilizzato anche dagli operatori della trasformazione, della distribuzione e della commercializzazione, senza necessità di autorizzazione preventiva, purché sia rispettata la condizione del 95 %.
Per i produttori a filiera corta, questi loghi rappresentano un potente strumento di differenziazione.
Fase 7 – Mantenere e rinnovare la certificazione
La certificazione HVE non è un risultato definitivo. Si inserisce in una logica di’miglioramento continuo.
Nel corso del ciclo di 3 anni, un audit di follow-up (o audit intermedio) viene effettuato dall'organismo di certificazione. A seconda degli organismi, questo audit viene generalmente effettuato entro 10 mesi dalla scadenza del certificato. Consente di verificare che le pratiche siano mantenute e che l'operatività continui a rispettare le soglie.
Il rinnovo
Alla scadenza dei 3 anni, un audit di rinnovo il completamento deve essere effettuato, al più tardi 3 mesi prima della scadenza del certificato. La procedura è simile all'audit iniziale: verifica documentale e visita sul campo. Se le soglie sono ancora raggiunte, viene rilasciato un nuovo certificato di 3 anni.
Aiuti finanziari per la certificazione HVE

Impegnarsi nella certificazione rappresenta un investimento in termini di tempo, adattamento delle pratiche e costi di audit. Per questo motivo esistono diversi meccanismi per supportare finanziariamente le aziende agricole.
Gli eco-schemi della PAC 2023-2027
Nell'ambito della nuova PAC, le aziende agricole certificate HVE (livello 3) accedono al livello superiore dell'eco-regime «certificazione ambientale», sia circa 82 €/ha versati sull'insieme degli ettari ammissibili dell'azienda agricola.
Gli aiuti regionali e altri dispositivi
Alcune regioni sostengono in tutto o in parte i costi di audit, in particolare nell'ambito di programmi di accompagnamento collettivo. Sono state inoltre istituite deduzioni fiscali a livello nazionale per le aziende agricole certificate HVE.
Informatevi presso la vostra camera di agricoltura o cooperativa per conoscere i dispositivi disponibili sul vostro territorio.
L'esenzione dal consiglio strategico fitosanitario
Le aziende certificate HVE sono esenti dall'obbligo di consulenza strategica fitosanitaria (CSP), reso obbligatorio dal 2021 dalla legge EGAlim. Questa esenzione rappresenta un risparmio di tempo e costi non trascurabile, poiché il CSP comporta due consultazioni a pagamento in un periodo di 5 anni.
In sintesi: i passaggi chiave
Il percorso verso la certificazione HVE si riassume in sette punti salienti: effettuare un'autovalutazione delle proprie pratiche, scegliere tra un approccio individuale o collettivo, selezionare un ente di certificazione accreditato, implementare le azioni necessarie per raggiungere le soglie, superare l'audit di certificazione (documentale e sul campo), ottenere il certificato e utilizzare i loghi HVE, quindi mantenere le proprie prestazioni e rinnovare la certificazione ogni 3 anni.
È un approccio impegnativo, ma strutturante. Dà un quadro chiaro alla transizione agroecologica e valorizza concretamente gli sforzi dei produttori nei confronti dei consumatori, dei distributori e dei poteri pubblici.